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TASSA DI POSSESSO


Finalmente il 24 Aprile sono state pubblicate dall’Agenzia delle entrate le disposizioni tecniche per le modalità e i termini del versamento della tassa di possesso annuale relativa alle imbarcazioni e navi da diporto.

Dopo il cambiamento del decreto rispetto alla prima versione avvenuto a fine Febbraio, che ha trasformato la tassa di stazionamento in tassa di possesso e di cui abbiamo già trattato in un precedente articolo consultabile cliccando qui, viene fatta chiarezza anche sugli ultimi punti oscuri del decreto, quale modalità di pagamento e scadenze.

Riassumiamo quindi i punti principali per cancellare definitivamente ogni dubbio su questo decreto.

Chi deve pagare

I soggetti con obbligo di pagamento della tassa sono i proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio o utilizzatori a titolo di locazione anche finanziaria, per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto.

La tassa non si applica invece ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione o noleggio.

Sono, inoltre, esenti dal pagamento le imbarcazioni nuove per il primo anno di immatricolazione, nonché tutti i natanti e imbarcazioni non immatricolate.

Quanto pagare

Ecco una tabella riassuntiva sull’ammontare della tassa in base alla tipologia di barca, grandezza e età della stessa.